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Fulcro attorno al quale ruota la costante ricerca coreografica e principale veicolo attraverso cui Fabrizio Favale e Le Supplici costruiscono i loro lavori è il corpo e lo sfondo immaginativo del danzatore stesso.

 

Attratti principalmente dalla purezza della danza Le Supplici intendono quest'ultima come una pratica che delinea di volta in volta panorami che richiedono di essere contemplati, perché la cifra in cui si manifestano è l'incantamento.

Appoggiandosi alla vastissima gamma di qualità dinamiche e percorsi ritmici che il danzatore riesce a generare, Le Supplici ricercano nuove forme di bellezza negli istanti in cui le forme nel loro apparire si sottraggono, dileguandosi. L'emozionale, inteso dal gruppo, non è sostenuto infatti dalla forma che resta, ma dalla forma che nel presentarsi è già svanita e divenuta altro.

Sull'onda di questo vuoto lasciato da forme che svaniscono incessantemente, la costruzione stessa dei lavori non cerca il riempimento visivo, ma, arrestandosi per un momento, accoglie lontanze immaginate, come a indicare uno spazio negativo: uno spazio dell'immaginario sempre in procinto di guadagnare terreno nella fantasia dello spettatore.

Il coreografare non è dunque inteso qui come determinazione di nuovi spazi e nuovi tempi, ma come continuo travaso da spazio indicato dal danzatore a spazio negativo, da tempo indicato a tempo immaginato.

 

arrow_ciano Il sito de Le Supplici di Fabrizio Favale