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Affermata autrice e regista, Emma Dante ha fatto della denuncia sociale il caposaldo dei suoi spettacoli. Pervasi da una sicilianità passionale, violenta e degradata, i personaggi lottano per la sopravvivenza in una società retrograda e opprimente, dove anche la famiglia schiaccia l'individuo. Nasce a Palermo nel 1967 e si accosta al teatro vent'anni dopo iscrivendosi alla scuola di Michele Perriera. Spinta dalla madre, lascia la Sicilia e supera le selezioni all'Accademia d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" di Roma. Alla fine degli anni '80 si accosta al teatro di avanguardia, folgorata da uno spettacolo dello sceneggiatore polacco Tadeusz Kantor, che avrebbe orientato la sua carriera. Ritorna a Palermo nel 1999 e fonda Sud Costa Occidentale. "Trilogia della famiglia", sono i primi spettacoli in cui Dante affronta da varie angolazioni la nostra società, rivelandone debolezze e frustrazioni. Nel 2010, regista ormai affermata, inaugura la stagione del Teatro alla Scala di Milano. La sua versione della "Carmen" di Georges Bizet sciocca per la forte carica sessuale. L'anno successivo i tre spettacoli della "Trilogia degli occhiali" sui temi della povertà, della malattia e della vecchiaia. Poi l'esperienza cinematografica l'anno scorso con "Via Castellana Bandiera", adattamento del suo primo e tragico romanzo.