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Società postmoderna e postindustriale, produzione immateriale e terziarizzazione. Se la letteratura teorica, che ha analizzato le trasformazioni degli ultimi vent'anni, ha elaborato diverse categorie interpretative per definire il mondo attuale e i modi di produzione su cui si fonda, Aldo Bonomi, invece, parte da una ricerca per così dire empirica, dove i fenomeni sociali sono analizzati "dal basso", in relazione a quattro processi chiave: la scomposizione del lavoro, il superamento della fabbrica fordista, la dissoluzione delle appartenenze, l'impatto della tecnica. Un approccio più interessante che gli permette di evitare l'errore di tanti, che riducono la grande trasformazione a un unico concetto, la transizione dal fordismo al postfordismo.

Sociologo italiano, nato a Sondrio nel 1950, nel 1984 fonda l'istituto di ricerca Consorzio A.a.s.ter. e negli anni ne ha accompagnato la crescita in qualità di direttore. Mantenendo al centro del suo interesse le dinamiche sociali, antropologiche ed economiche dello sviluppo territoriale, è stato consulente della presidenza del Cnel (durante il mandato di G. De Rita). Ha scritto per il Corriere della sera per 7 anni, dal 1997-2004). Dal 2005 cura la rubrica "Microcosmi" per Il Sole 24 ore e dirige la rivista "Communitas". E' autore di numerose pubblicazioni tra cui "Il capitalismo molecolare" (1997), nonché i recenti "Il Rancore - Alle radici del malessere del Nord" (2009), "Sotto la pelle dello Stato – Rancore, cura, operosità" (2010) ed "Elogio della depressione".