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La città resta lo sfondo su cui si staglia la terza edizione del "Festival Città delle 100 Scale".

 

Mentre nelle due precedenti edizioni, il tema dominante è stato il rapporto tra la città e le varie e differenti modalità attraverso cui costruire e realizzare momenti ed occasioni di socialità, assumendo in questo la danza urbana come il linguaggio che più di altri era in grado di definire in modo innovativo la relazione tra il corpo danzante, i luoghi, le forme architettoniche e gli abitanti della città, questa nuova edizione intende, invece, esplorare − dal punto di vista concettuale e performativo − le grandi questioni che oggi investono il corpo, la dimensione della vita, la possibilità di ri-pensare a spazi di condivisione nella relazione oppositiva che si stabilisce tra chiuso e aperto, privato e pubblico, io e noi.

In questo particolare momento storico, ci sembra necessario e opportuno riportare l'attenzione su due concetti fondamentali che hanno attraversato la nostra cultura: corpo e vita. Infatti, l'insieme delle pratiche di potere indirizzate al governo della "nuda vita" si va sempre più caratterizzando come la forma di dominio caratteristica del mondo globalizzato, in cui diventa centrale il corpo di coloro che hanno potere e di coloro che subiscono il potere. Mettere in luce i dispositivi che svuotano la forma della vita umana da ogni apertura alla contingenza, all'alterità e all'imprevedibilità per opporvi nuove forme di resistenza è il percorso di pensiero che vi invitiamo a compiere con noi attraverso la dimensione spettacolare-performativa, artistica e di riflessione teorica.

Riappropriarsi della propria vita e della propria opera costituisce oggi un "dovere" a cui ciascuno è chiamato responsabilmente a rispondere, senza vincoli ideologici, ma piuttosto con la consapevolezza critica che non esiste più un soggetto privilegiato, individuale o collettivo, che sia portatore, in sé, di qualche universale che attende solo di essere escatologicamente realizzato.